McKinsey sottolinea che l’AI nel customer engagement (messaggistica tramite Whatsapp) può aumentare efficacia e produttività, ma funziona quando è inserita in un ecosistema ben progettato. Su WhatsApp ci vogliono conversazioni puntuali, non “chatbot fuffa”
Tradotto per una PMI: un chatbot per WhatsApp non deve intrattenere e conversare del più o del meno, peggio dare informazioni contrastanti o non puntuali.
Deve fare tre cose, molto pratiche.
Un’attenzione importante, soprattutto su WhatsApp: le policy e l’ecosistema cambiano. Negli ultimi mesi Meta ha stretto le regole su bot generalisti su WhatsApp Business, spingendo verso soluzioni orientate al customer service e al commerce, non verso “AI come prodotto dentro WhatsApp".
Questo non è un limite: è un invito alla progettazione seria. E quindi a costruire un chatbot per WhatsApp che sia servizio, non gadget.
Il rischio è l’improvvisazione: risposte lente, incoerenti, non tracciate. Ed è qui che entra l’AI - ma nel modo giusto. In pratica: un chatbot per WhatsApp che lavora con regole chiare, contenuti approvati e passaggio all’umano quando serve.
Strumenti pratici che vale la pena valutare
A seconda della tua maturità digitale:
- WhatsApp Business app (se hai pochi volumi): quick replies, etichette, catalogo. È la base “manuale” su cui spesso ha senso costruire, prima di parlare di chatbot per WhatsApp.
- WhatsApp Business Platform / Cloud API (se vuoi scalare): integrata con un CRM e una piattaforma conversazionale (es. Infobip, respond.io, ecc.) per automazioni, routing, reporting. Qui il chatbot per WhatsApp diventa un sistema: tracciabile, misurabile, migliorabile.
- Per l’assistenza e l’AI “assistita”: suite come Salesforce Service stanno spingendo molto su knowledge + AI + agent assist.
La conversazione è un mezzo, non il risultato
Un chatbot per WhatsApp, da solo, non basta. Funziona davvero solo se inserito in una strategia di digital marketing più ampia, dove ogni fase, dall’interesse alla vendita, è progettata con criterio.
La conversazione è un passaggio, non il punto di arrivo. Serve per qualificare, chiarire, preparare il contatto.
Poi serve un processo che trasformi quel contatto in vendita reale, non solo in lead.
È su questo che lavoriamo: sulla consulenza strategica che collega tecnologia, comunicazione e vendite.
Perché l’obiettivo non è rispondere di più, ma vendere meglio.