Generazioni Inside 2025: il report che studia i comportamenti online
In un mondo in cui tutto si muove veloce, piattaforme che nascono, linguaggi che cambiano, tecnologie che si integrano nella vita quotidiana, continuiamo a raccontarci una storia semplice: che le persone si dividono per generazioni:
- I baby boomer, anche detti semplicemente boomer, sono i nati tra il 1946 e il 1964 e, secondo lo stereotipo, con la tecnologia proprio non ci sanno fare. “Ok boomer” è diventata l’espressione ironica (o offensiva) rivolta a chi fatica a orientarsi online.
- Alla Generazione X appartengono i nati dal 1965 al 1980: si dice che non abbiano una grande familiarità con Internet, arrivato quando erano già adulti o poco più che giovani cresciuti.
- I Millennial, o Generazione Y, nati tra il 1981 e il 1996, sono considerati i primi veri nativi digitali, spesso etichettati come narcisisti in cerca di fama, like e approvazione sociale.
- La Generazione Z, o Gen Z (con la Z pronunciata “zi”), comprende i nati dal 1997 al 2012: quelli che “sanno tutto di Internet”, nonostante la loro giovanissima età.
- E poi c’è la Generazione Alpha, nati dal 2013 a oggi e che continueranno a nascere fino al 2028. Molti di loro non sono ancora venuti al mondo, ma sappiamo già che, secondo le previsioni, saranno i prossimi ingegneri dell’intelligenza artificiale.
Spero abbiate colto l’ironia di queste etichette: persone suddivise in fasce d’età che racchiudono esperienze, caratteri, interessi e comportamenti online profondamente diversi e difficilmente categorizzabili.
Ma cosa succede quando queste categorie non bastano più a spiegare come ci comportiamo davvero?
Da questa domanda nasce Generazioni Inside 2025, il nuovo report che analizza l’identità digitale degli italiani e che sta già cambiando il modo in cui aziende, professionisti e comunicatori interpretano il proprio pubblico.
Perché lo abbiamo realizzato
Non è più sufficiente sapere quanti anni ha una persona per prevederne i comportamenti.
Oggi l’età anagrafica è solo uno dei fattori: spesso il meno significativo.
Il report nasce per rispondere a un’esigenza semplice ma fondamentale: capire come si muovono davvero le persone nel digitale, oltre stereotipi e vecchie categorie generazionali.
Abbiamo raccolto dati, osservato pattern, analizzato scelte quotidiane: dalle piattaforme che usiamo, ai contenuti che consumiamo, fino al rapporto con influencer e AI.
E il quadro che emerge è molto diverso da quello che immaginiamo.
Cosa scoprirai (senza spoiler!)
Il report ti guida dentro una realtà sorprendente:
- persone che non si riconoscono più nella propria generazione “di nascita”;
- gruppi che si comportano come generazioni diverse, per abitudini e valori;
- piattaforme che non dividono più come una volta;
- un nuovo modo di comunicare che è trasversale;
- archetipi comportamentali che spiegano molto meglio le persone dei vecchi modelli.
Tutto raccontato con un linguaggio semplice, chiaro e ricco di esempi concreti.
Non serve essere esperti di marketing o sociologia: è un report pensato per chiunque voglia capire il presente e prevedere il futuro, compresi imprenditori, marketer e chiunque lavori con un pubblico e desideri comprenderlo in modo più accurato e realistico.
Perché vale la pena leggerlo
Perché ti risponde a domande che probabilmente ti sei già fatto:
- Perché mio figlio usa Facebook più di quanto io usi TikTok?
- Perché c’è chi ascolta i vocali a 1,5x e chi li riascolta tre volte?
- Perché non ci fidiamo più degli influencer come prima?
- Perché alcuni comportamenti “da Gen Alpha” compaiono anche tra persone di 40 o 50 anni?
Per chi è utile
È particolarmente utile per chi fa impresa o marketing, perché permette di leggere i comportamenti reali delle persone senza affidarsi a schemi superati, migliorando decisioni, strategie e comunicazione con il proprio pubblico
Un nuovo modo di guardare il digitale
Leggendo il report, ci si accorge di quanto sia utile cambiare prospettiva:
vedere le persone da un punto di vista completamente nuovo;
riconoscere pattern che di solito passano inosservati;
capire tendenze che stanno già cambiando il mercato;
anticipare comportamenti futuri invece di inseguirli;
evitare errori basati su stereotipi generazionali superati.
È un contenuto che non si limita a informare: trasforma il modo in cui osserviamo il digitale e le persone che lo abitano.
Una cosa è certa: dopo averlo sfogliato, non guarderai più le generazioni con gli stessi occhi.